Conoscere per diversificare. La via del credito non porta solo verso le banche

Fondamentale esplorare i canali innovativi a disposizione delle Pmi, tra cui le piattaforme digitali delle imprese Fintech, le iniziative istituzionali sviluppate per accompagnare le Pmi nella realizzazione di operazioni straordinarie e nella quotazione sui mercati finanziari, gli strumenti ed i servizi di natura assicurativa

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«Le imprese italiane e soprattutto le Pmi, che rappresentano il 99% del sistema industriale italiano, si finanziano tradizionalmente tramite credito bancario, tanto da parlare di una loro dipendenza da esso. Tuttavia, l’evoluzione della normativa bancaria e finanziaria che si è delineata a partire dalla crisi del 2008 impone alle banche una selezione più attenta di imprese con una struttura finanziaria equilibrata e propense allo sviluppo di strategie sostenibili».

«In questo quadro le Pmi devono saper affrontare le sfide di mercato, ricercando nuove condizioni di equilibrio finanziario idonee anche allo sviluppo di piani strategici di crescita compatibili con i fattori di sviluppo sostenibile e alla creazione di una economia circolare capace di assicurare il miglioramento sociale ed ambientale dei territori di loro insediamento. A livello europeo sono state attivate una serie di iniziative regolamentari che incentivano lo sviluppo di un ecosistema finanziario, composto da canali e strumenti di reperimento delle risorse finanziarie alternativi al canale bancario, che tuttavia le Pmi non sempre conoscono e sono in grado di sfruttare adeguatamente».

Da queste considerazioni nasce l’idea del volume dal titolo “Il nuovo ecosistema finanziario per le Pmi. Le opportunità della digitalizzazione e dello sviluppo sostenibile”, curato da Rossella Locatelli e Cristiana Schena dell’Università degli Studi dell’Insubria e pubblicato a maggio 2022 con la casa editrice Franco Angeli.

A fronte di questa capillare ricerca le docenti spiegano il contenuto di questo lavoro di analisi intervenendo sui temi di stretta attualità finanziaria che permettono di comprendere le nuove relazioni che propone la finanza innovativa alle imprese.

«Grazie alla collaborazione di numerosi coautori, imprenditori, operatori, ricercatori ed esponenti di banche, assicurazioni e Fintech, questo volume non si limita ad illustrare le innovazioni introdotte più di recente in ambito bancario per sviluppare il finanziamento delle filiere produttive e dei territori e per applicare criteri di valutazione legati ai fattori Esg (acronimo di environmental, social and governance), ma esplora anche i canali innovativi a disposizione delle Pmi, tra cui le piattaforme digitali istituite da imprese Fintech, le iniziative istituzionali sviluppate per accompagnare le Pmi nella realizzazione di operazioni straordinarie e nella quotazione sui mercati finanziari, gli strumenti ed i servizi di natura assicurativa che consentono alle Pmi di gestire in modo più efficace i rischi che affrontano in uno scenario di mercato sempre più complesso e competitivo». 

Ma quale ruolo giocano i grandi stravolgimenti di questi ultimi tempi (pandemia, instabilità dei mercati causa conflitti) sul sistema finanziario legato al reperimento delle risorse per le imprese?

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Il biennio 2020-21 afflitto dalla pandemia da Covid-19, non ancora del tutto superata, e l’attuale scenario di guerra che ha acuito i problemi inflazionistici determinati dall’aumento dei prezzi di alcune materie prime e di fonti energetiche e dalla scarsità di alcuni componenti tecnologici, creano un contesto nel quale le attività produttive subiscono forti stress in termini di incremento dei costi di produzione e rallentamento della domanda. Il periodo pandemico e il conseguente blocco delle attività produttive sono stati affrontati con un massiccio intervento pubblico-privato, che ha favorito ampie moratorie e un volume consistente di garanzie pubbliche a favore del credito bancario. In prospettiva, però, il sistema produttivo deve saper affrontare il proprio sviluppo in una logica di mercato e deve saper sfruttare le opportunità offerte dal Pnrr.
In questo quadro diventa ancor più importante che il risparmio privato sia correttamente allocato sulle aziende sane e innovative, capaci di sviluppo e di generazione di lavoro. Il quadro normativo e le agevolazioni fiscali oggi vigenti in Italia stanno favorendo lo sviluppo di Pir alternativi e Fondi di investimento alternativi che consentono di investire anche in Pmi non quotate. Inoltre, le imprese Fintech hanno sviluppato soluzioni che consentono di convogliare gli investimenti degli investitori individuali e istituzionali su Pmi che iniziano ad affacciarsi al mercato, magari in via preliminare all’accesso ai mercati ufficiali di Borsa».

E quali sono i principali cambiamenti che dobbiamo attenderci: dove stiamo andando?

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Lo sviluppo tecnologico e lo sviluppo sostenibile sono le due principali direttrici dello sviluppo economico. In ambito finanziario l’innovazione tecnologica all’interno degli intermediari finanziari “tradizionali” e lo sviluppo di nuovi operatori finanziari nativi digitali (le imprese fintech) stanno creando le condizioni per un efficientamento del sistema finanziario, che genererà risposte alle esigenze di finanziamento delle Pmi più personalizzate, più tempestive e meno onerose. Nuovi ed ulteriori sviluppi si potranno determinare grazie allo sviluppo di titoli e strumenti digitali di raccolta dei fondi, che sono già previsti dalla cornice normativa europea. Ciò interesserà soprattutto le Pmi che sapranno fornire informazioni trasparenti agli intermediari e ai mercati finanziari e sapranno esprimere la loro capacità di concorrere allo sviluppo sostenibile dei territori.

In che modo la finanza innovativa può incidere sulle relazioni delle pmi con gli attori economici a livello locale?
La finanza ha il compito di allocare in modo efficiente le risorse, selezionando le imprese produttive e concorrendo al loro equilibrato rafforzamento finanziario e patrimoniale. Le innovazioni che stiamo registrando anche in Italia evidenziano l’importanza delle partnership pubblico-private in grado di creare un ecosistema favorevole al supporto finanziario delle Pmi, che sono volano della crescita economica e di uno sviluppo che soddisfi le esigenze della pluralità di stakeholder attivi sui territori e interessati alla loro crescita. Allo stesso modo si cominciano a vedere partnership tra soggetti finanziari tradizionali (banche, assicurazioni, confidi, società di intermediazione mobiliare) e imprese fintech, finalizzate a sfruttare al meglio le innovazioni tecnologiche e finanziarie per il miglioramento dell’offerta di servizi finanziari, anche alle Pmi.