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Prezzo nazionale dell'energia sopra i 300 euro: si temono altri rincari

Prezzo nazionale dell'energia sopra i 300 euro: si temono altri rincari

Piccole centrali autonome, pannelli fotovoltaici, biomassa, comunità energetiche, reti e gruppi di acquisto: di fronte alla crisi energetica più drammatica della storia, ancor più di quella petrolifera degli anni Settanta, le imprese vanno a caccia di soluzioni che però, secondo le loro stesse parole, «sono come gocce nel mare».

L’INCHIESTA DI IMPRESE E TERRITORIO
La morsa energetica stringe ai fianchi gli imprenditori, e Imprese e Territorio prosegue la sua inchiesta dopo aver raccolto testimonianze di quotidiana resistenza (con bollette, in alcuni casi, triplicate), commenti e riflessioni di docenti universitari (Marzio Galeotti dell’Università degli Studi di Milano e Massimo Nicolazzi dell’Università di Torino) e l’invio a tutte le imprese di una survey con la quale toccare con mano l’andamento di un’economia reale che rischia il blocco anche con l’aumento dei costi delle materie prime: il palladio fa +80%, il nichel ha raddoppiato il suo prezzo e l’alluminio è aumentato del 13%.

SUPERATI I LIVELLI DI GUARDIA: PUN A 300 EURO/MWh

Energia elettrica

La situazione ha superato qualsiasi livello di guardia e alla drammaticità degli eventi subentra l’impossibilità di fare impresa. Perché i numeri prosciugano qualsiasi riserva di fiducia: il Pun (prezzo unico nazionale dell’energia elettrica), nella giornata di oggi martedì 15 marzo, supera i 300 euro/MWh, il petrolio WTI supera i 103 dollari al barile mentre il gas Eu TTF (mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale tra i più grandi dell'Europa continentale) vola al di sopra dei 114 euro/MWh. L’erosione del patrimonio finanziario delle imprese e dei risparmi delle famiglie è inevitabile con l’elettricità che fa +55% nel primo trimestre 2022 e il gas a +41,8%. Il conflitto russo-ucraino sbriciola Pil (in Italia l’inflazione su base annua è schizzata al 6,2% dal +5,1% di gennaio) e competitività: la benzina alla pompa in modalità self viaggia verso i 2,3 euro al litro e, in media, costa il 39,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Il gasolio sale, addirittura, del +51,3%.

RINCARI RECORD ANCHE SUI FORNITORI CENPI
Anche i gruppi di acquisto di energia elettrica e gas, che fino ad oggi avevano fatto da

Cenpi

freno all’altalena dei prezzi, devono fare i conti con il conflitto in Ucraina. E così anche i fornitori di gas ed energia partner di CEnPI stanno subendo aumenti incontrollabili sui quali è impossibile qualsiasi azione di contenimento. Se il trend attuale si dovesse confermare anche nei prossimi giorni, sarà inevitabile un ulteriore significativo aumento del costo della materia prima per il mese di marzo e, presumibilmente, anche per i mesi successivi. Soluzioni alternative, in questo momento, non ne esistono. E anche il gruppo di acquisto di Confartigianato non possiede alcuna leva per poter attenuare aumenti straordinari (nelle quotazioni all’ingrosso di gas ed energia) dettati anche dalla ventilata ipotesi di uno stop delle forniture di gas dalla Russia.

SERVONO MISURE STRAORDINARIE

Pmi

Confartigianato Imprese, pochi giorni fa, è intervenuta in audizione sul Dl Energia alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera per ribadire la gravità della situazione in cui versano gli imprenditori a causa dei costi energetici. La richiesta della Confederazione è quella di mantenere le misure di sostegno diretto alle imprese, ma consentendo anche alle piccole imprese di accedere al credito d’imposta per energia e gas previsto per le aziende energivore. Nello stesso tempo, si sollecita il Governo a costruire le condizioni per una progressiva autosufficienza, diversificando le fonti di approvvigionamento energetico e ampliando la produzione nazionale, anche puntando sulle energie rinnovabili e sui sistemi di generazione distribuita. A questo proposito, Confartigianato contesta l’eliminazione dal Dl Energia del fondo per promuovere la produzione di energia elettrica rinnovabile e l’autoconsumo per le Pmi. Sul fronte delle imprese di trasporto merci Confartigianato chiede un credito d’imposta sul prezzo industriale del gasolio, mentre per il trasporto persone ritiene sia fondamentale un credito di imposta sull’acquisto dei carburanti da autotrazione nella misura del 30% del costo della materia prima e l’introduzione, nei contratti, di una clausola di adeguamento dei costi di trasporto al costo del carburante.

IL GOVERNO AL LAVORO SUL PACCHETTO ENERGIA
Potrebbe vedere la luce già questa settimana il pacchetto energia all’esame del Governo:

Benzina

le risorse per abbattere i prezzi alla pompa di gasolio e benzina potrebbero arrivare dall’extra gettito dell’Iva generato dall’impennata dei carburanti, mentre quelle per placare la fiammata delle bollette dalla tassa sugli extra profitti delle società energetiche (incasso stimato 1,5 miliardi di euro). Per quanto riguarda i carburanti, si parla di una sforbiciata di 15 centesimi al litro, mentre per aumentare gli aiuti in bolletta si ha anche l’apertura sul “price cap”, cioè la possibilità di fissare un prezzo di vendita del gas: il governo ha chiesto a Bruxelles che il tetto europeo al prezzo di acquisto del gas importato dall’estero sia fissato a 80 euro a megawattora. Il pacchetto di aiuti dovrebbe includere anche quelle misure già sperimentate nei mesi scorsi con una ulteriore rateizzazione per le famiglie in difficoltà e un ritocco ai bonus sociali. Allo studio anche la possibilità di conferire maggiori poteri a “Mister prezzi” (il Garante per la sorveglianza dei prezzi che vigila sul corretto andamento dei listini) per contrastare le speculazioni sulle materie prime.