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L'alpinista Della Bordella alle imprese: fate il vostro viaggio, tendete a nuove mete, aprite nuove strade

L'alpinista Della Bordella alle imprese: fate il vostro viaggio, tendete a nuove mete, aprite nuove strade

Continua il nostro “viaggio” - a volte seguendo i rimbalzi di un pallone, a volte le bracciate di un nuotatore in piscina, a volte, come questa, sulle pareti delle montagne - alla ricerca della motivazione necessaria per rimettersi in gioco. Questa volta lo facciamo in compagnia di Matteo Della Bordella, alpinista che nel 2015 ha vinto il premio “Grignetta d’oro”.

«Si avverte la spinta verso l’obiettivo da raggiungere quando si ha la passione, che è la base di tutto. Ma, anche quando si ha la passione, può capitare di attraversare un momento di calo motivazionale. E’ una cosa normale, che secondo me si combatte dandosi nuovi stimoli e obiettivi – racconta Matteo Della Bordella, atleta che accoglie con entusiasmo l’idea di trasferire la sua visione dell’alpinismo alla realtà dell’impresa artigiana – Scalare le montagne può sembrare sempre la stessa cosa. E in un certo senso lo è. Per questo di tanto in tanto metto a punto progetti diversi, come il “Clean and Climb” che prevede la pulizia delle falesie. Adesso ho intenzione di partire per una spedizione che si svolge parzialmente in kayak e parzialmente in parete. Avere stimoli nuovi aiuta a tenere la motivazione alta».

Ma anche lei avrà vissuto qualche momento buio…
Ce ne sono stati parecchi. In ordine cronologico, l’anno scorso è stato parecchio difficile perché sono mancati a distanza di tre mesi due compagni di cordate e amici: Matteo Bernasconi e Matteo Pasquetto. La montagna mette di fronte a queste cose qui, si devono accettare. Bisogna essere consapevoli che tutto può succedere. Purtroppo, anche avendo già avuto esperienze di questo tipo, non ci si abitua mai. Quando la montagna ti mette di fronte al peggio, bisogna rialzarsi e riprendere a scalarla.

Ha una formula speciale per far rinascere la motivazione quando manca?
Io forse a volte sono troppo motivato e faccio fatica a concentrarmi su una cosa specifica. Quando hai mille progetti, non è facile affrontarne uno alla volta. Trovo che in montagna sia molto importante visualizzare quello che potrebbe accadere. Tante volte ti trovi in situazioni difficili e ti chiedi chi te lo abbia fatto fare. Mi riferisco al brutto tempo, al dormire in parete con il freddo, a quando non riesci a salire e ad altre situazioni al limite. Un modo per riuscire a superarle è essersi preparati prima. Se si ha già pensato a tutto quello che potrebbe succedere, e alle difficoltà che si potrebbero incontrare lungo il percorso, quando queste effettivamente si presentano, le si accoglie in modo più preparato rispetto a quando si deve affrontare un imprevisto.  

Come ha vissuto quest’anno di emergenza sanitaria?
Penso di essere fortunato con la salute, né io né i miei familiari abbiamo avuto problemi. Ho sempre potuto praticare la mia attività, tranne durante il primo lockdown. Per me la rinuncia più grande è stata non poter andare in Patagonia l’inverno appena passato. Lì ci sono le mie montagne preferite. Ci tenevo ad andare per portare a termine un progetto iniziato con i due Mattei, ricordandoli insieme ad altri compagni. Questa è stata la mia rinuncia, mi considero fortunato rispetto ad altri.

Scalare una montagna è anche metafora di affrontare una nuova avventura professionale. Per arrivare in fondo cosa serve di più: il fisico o la testa?
Andare in montagna può sembrare una cosa in cui conta solo la resistenza fisica. Per me, invece, per farcela sono importanti le idee nuove. Vedere una linea diversa da seguire per arrivare in cima. Un modo originale di approcciare una spedizione. Per me sono quelle le cose importanti, non quello che fa la massa. A me, per esempio, le spedizioni commerciali sugli ottomila metri non interessano. Quindi, il mio consiglio è: per riuscire nei propri obiettivi è meglio seguire le idee che vengono in testa – geniali, assurde o mai sperimentate che siano - piuttosto che adeguarsi al già visto che propongono tutti.