
«L’industria manifatturiera è stata e sarà la principale attrice della ripresa economica italiana». Lo dice Marco Fortis, professore di Economia all’università Cattolica di Milano e presidente della Fondazione Edison che traccia scenari, avanza suggerimenti e indica le opportunità che si apriranno ancor di più, soprattutto per le nostre piccole e medie imprese.

Innanzitutto la sceneggiatura “recitata” negli ultimi anni si era già dimostrata particolarmente favorevole: «Le politiche portate avanti nel periodo antecedente alla pandemia, a partire da Industria 4.0 – afferma il docente – avevano già permesso alle aziende di modernizzare i macchinari e di digitalizzarsi, oltre a sviluppare nuove opportunità di business, a partire dai servizi di post vendita. Ciò, aggiunto alla grande flessibilità di questo comparto della nostra economia, aveva consentito, nel quadriennio antecedente al 2018, di battere ogni record di investimenti italiani nella manifattura, con tassi di crescita cinesi, soprattutto in alcune aree del Paese. Anche la produttività è cresciuta in maniera impressionante, a partire dalla robotizzazione dei magazzini, dove i tempi di trasporto del materiale, in alcuni casi, sono stati abbattuti di dieci volte».
Risultato: «Abbiamo registrato la migliore produttività del lavoro per occupato fra i Paesi del G7, soprattutto nelle pmi un po’ più strutturate che, in questo modo, hanno regolarmente surclassato quelle tedesche». Se è vero, infatti che in Italia la produttività è mediamente ribassata dalle Pmi più piccole e in Germania schizza verso l’alto grazie ai colossi dell’automobile, nella fascia media non c’è partita, a favore dello Stivale.

Poi è arrivata la pandemia: «Sì – aggiunge Fortis – ma l’Italia ha dimostrato di essere come un centometrista sui blocchi di partenza. Pronto a ripartire non appena fosse stato possibile. Così è stato». E ora? «Il Governo deve dare continuità al programma Industria 4.0, affinché anche le imprese più piccole possano modernizzarsi. Vista la situazione di incertezza, queste ultime erano state ovviamente un po’ timorose, ma adesso possono lanciarsi negli investimenti votati allo sviluppo. Ma non deve mancare il sostegno della legge Sabatini e gli strumenti a favore dei leasing».

Gli errori da evitare? «Gli imprenditori – conclude il presidente della Fondazione Edison - devono avere assolutamente uno sguardo sul lungo periodo, perché si profilano degli spazi di manovra interessanti nei segmenti e nelle filiere. Se infatti, una volta, sembrava inevitabile la delocalizzazione, in realtà in Italia le Pmi sono riuscite a mantenere qui la capacità di fare molti mestieri che, ora, grazie ai nuovi macchinari e alle innovazioni portate, possono ulteriormente crescere. Questo patrimonio immenso di produzioni, unita alla nostra capacità di flessibilità, sta aprendo grandi possibilità, confermati anche dai numeri economici dei primi trimestri del 2021».
Per esempio «ci si può sostituire alle difficoltà di altri territori del mondo, dove alcune produzioni, per svariati motivi, hanno un po’ rallentato. Al contrario il nostro export può farsi largo nelle difficoltà altrui». Le potenzialità ci sono. Non resta che coglierle.