
Il manager nelle Pmi: quando crea valore e quando fallisce
Dall'ultima diretta Item d’Impresa emerge una distinzione chiave: manager chiamato dall’urgenza e manager per un percorso. Preparazione, chiarezza e metodo decidono la tenuta

Dall'ultima diretta Item d’Impresa emerge una distinzione chiave: manager chiamato dall’urgenza e manager per un percorso. Preparazione, chiarezza e metodo decidono la tenuta

Maledetta diversificazione. All’impresa servono persone concentrate: che decidano di fare i soci, gli amministratori oppure i manager, gli eredi devono avere la testa sul business, non su investimenti laterali o imprese giocattolo

Coesione, radici e responsabilità sociale: così si crea un circolo virtuoso che rafforza sia l’azienda sia il contesto locale in cui è inserita

Grande partecipazione all’evento Artser su governance e passaggi generazionali. Strategie, testimonianze e strumenti per dare stabilità alle imprese familiari

Attitudine alla delega e definizione dei ruoli sono alla base di una buona condivisione del lavoro oltre del cambio di testimone con la next gen. E se non funziona conviene pensare ad un manager

Pregi (tanti) e difetti (meno, per fortuna) delle imprese a conduzione familiare, un settore-cardine dell’economia italiana. La domanda “quando l’impresa di famiglia funziona e cresce?” è lecita. Ne abbiamo parlato in diretta con Luca Marcolin, autore del saggio “Family & Business” e Joshua Volpara, Co founder e Ceo di Ayros editore

I sacrifici, le ore che non si contano più, ma anche le soddisfazioni di vedere il lavoro che riprende e che le novità piacciono

Focus di Item sulla continuità generazionale: molte Pmi entro l'anno dovranno fare il grande salto. Conviene fermarsi e ragionare sulla figura alla quale affidare la leadership. Preconcetti? Tanti

L’azienda cresce o si avvicina al passaggio generazionale: che fare? Aprire le porte ai soli eredi o svoltare con un manager? Ne parliamo il 20 luglio con Salvatore Sciascia (Liuc) e il consulente aziendale Antonio Belloni

Eleonora Mazzalovo aveva immaginato per sé una vita diversa da quella nell’azienda di famiglia, la Mem. Poi, la svolta: «Nessuno mi ha obbligato, ho solo capito che quella era la scelta giusta»