Granelli e Confartigianato Varese: sostenibilità, educazione e passaggio generazionale nell'Impresa del futuro

In un incontro organizzato da Confartigianato Imprese Varese, Marco Granelli, presidente nazionale di Confartigianato, ha sottolineato l'importanza di una gestione aziendale centrata sul benessere delle persone, l'innovazione sostenibile e l'importanza della formazione professionale

Granelli a Varese

La sfida della sostenibilità, la mancanza di giovani nelle imprese, il ritardo nei pagamenti («siamo sempre la banca dei nostri clienti», ha detto il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli), il passaggio generazionale e, in prima battuta, la «capacità di occuparsi del benessere delle persone». Un concetto, questo, che Marco Granelli, presidente nazionale di Confartigianato, sottolinea più volte in occasione dell’incontro organizzato da Confartigianato Imprese Varese, a Gallarate, dal titolo “Plurale”.

NELL’ITALIA CHE CAMBIA CONTA SEMPRE PIU’ IL RUOLO SOCIALE DELLE PMI
Passare dagli scenari futuri che interessano da vicino le aziende alla pianificazione del loro futuro, per garantirne la continuità, è un impegno che coinvolge tutti. Ed è un impegno che prende il via dalla responsabilità e dal ruolo sociale che le Pmi esercitano da sempre sui territori. Perché occupazione e rispetto dell’ambiente, certezza delle regole e credito, formazione e trasmissione delle esperienze (attraverso lo strumento dell’apprendistato professionalizzante) non solo costruiscono il futuro dell’economia ma anche di coloro che, di questa economia, sono i veri protagonisti. Il confronto tra Granelli e Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese, ha aperto una porta su ciò che sono le piccole e medie imprese e sul ruolo, sempre più calibrato, della confederazione per accompagnare gli imprenditori su un percorso che è fatto di sfide e di opportunità in questa «Italia – ha detto Marco Granelli – che sta cambiando profondamente».


LE IMPRESE SONO IL PRESIDIO DELLE COMUNITA’, MA SERVE UN PIANO “SOSTENIBILITA’ 4.0”

Granelli a Varese

Essere sostenibili: come e quando? Con il Forum della sostenibilità economica, sociale e ambientale ha preso il via il progetto Confartigianato Imprese Sostenibili perché, ha sottolineato il presidente nazionale, «le nostre imprese sono il presidio delle comunità territoriali e rappresentano un modello imprenditoriale che viene riconosciuto nella sua validità sociale. E sono sostenibili. Lo saranno sempre più attraverso gli strumenti (confronti serrati con i top player dell’energia, bonus casa, superbonus, politiche di risparmio, autoproduzione energetica) che il nostro sistema mette a loro disposizione e, anche, grazie a quella fine dell’omologazione del prodotto che l’Unione Europea sta introducendo con il “diritto alla riparazione”. Una decisione che darà ancora più sostanza a quel Made in Italy dove la qualità si sposa alla bellezza».

Temi, questi, sui quali «le Pmi sono più avanti di quanto riescano a mostrare perché sanno che la sostenibilità non è uno slogan e neppure un adempimento», ha detto Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese.

Però, bisogna evitare qualsiasi errore di valutazione: «Le imprese hanno già investito in innovazione e digitalizzazione, hanno affrontato anni di estreme difficoltà e ora si chiede un impegno sul fronte della sostenibilità – penso anche all’applicazione dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance) - che chiede ulteriori investimenti: questo è un problema sul quale l’Europa dovrà riflettere. Perché non pensare ad un Piano per la Sostenibilità 4.0?».

NELLE SCUOLE NON SI INSEGNA IL VALORE DEL LAVORO

Granelli a Varese

La transizione green accende il confronto sull’urgenza di trovare nuove figure professionali da inserire nelle aziende. E rimette in circolo il problema di trovare una simbiosi tra scuola e lavoro. Ancora Granelli: «In Italia mancano un milione e cinquecentomila lavoratori. Mancano nei mestieri più tecnologici, ma anche in quelli più tradizionali. Si tratta di un problema culturale, perché nelle scuole non si insegna il valore del lavoro. Inoltre, in Italia registriamo il più basso numero di laureati di tutta Europa. L’occupazione si rigenera se giovani e famiglie sapranno rispondere alle esigenze dei singoli territori, per capire quali sono le aziende che li caratterizzano e ciò di cui hanno bisogno. È venuto il momento di un mondo formativo che metta insieme cultura accademica e cultura della pratica. L’apprendistato professionalizzante è uno strumento fondamentale per sbloccare la situazione in cui ci troviamo».

Davide Galli rilancia ricordando la survey realizzata da Confartigianato Varese su ciò che i giovani degli istituti superiori, degli Its, delle università pensano del mondo del lavoro. Una cosa è certa: «I ragazzi hanno molta più voglia di vivere la vita al di fuori delle aziende, ma hanno una concezione distorta dell’economia perché pensano che l’Italia sia fatta, soprattutto, da grandi imprese e da imprese attive nei servizi. Penso che per una buona scelta sia ormai fondamentale formare non solo i giovani ma anche i genitori e i professori». Da qui il diretto coinvolgimento di Confartigianato Varese in alcuni Its della provincia di Varese. Per costruire, insieme, percorsi formativi che siano sempre più in linea con le reali esigenze imprenditoriali.

PASSAGGIO GENERAZIONALE: UN MANAGER ESTERNO PUO’ SERVIRE

Una volta chiarita la traiettoria da seguire per entrare nel mondo green, e definite le linee d’azione per avvicinare le scuole alle imprese, è sulla continuità generazionale che si concentrano i due presidenti. Partendo dal concetto che «la parola “artigiano”, oggi, ha riacquistato valore e viene utilizzata nella sua accezione più bella», ha concluso Marco Granelli, «anche grazie a quel milione e più di imprese a conduzione femminile. Però, l’Italia spende solo l’1% del Pil per i servizi alle famiglie: bisogna fare di più». Bisogna farlo anche per agevolare quel passaggio generazionale che, ha rimarcato Galli, «deve essere facilitato, magari con il supporto di un manager esterno, perché non è semplice valutare le capacità di chi potrà, un giorno, essere il tuo successore. Inoltre, bisogna superare un difetto dell’imprenditore della piccola impresa: essere un poco accentratore».

L'impresa al centro

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