Tre libri, tre diagnosi diverse per un paese che rallenta e fatica a capire perché. Alessandro Arrighetti e Fabio Landini, in Un mondo a parte (il Mulino, 26 euro), smontano la narrazione più comoda: il declino industriale italiano non è colpa solo delle istituzioni pigre né della mancanza di dinamismo. È il risultato di una trasformazione profonda, da un'economia di scala a un'economia di specializzazione, che ha prodotto un manifatturiero più eterogeneo ma anche più fragile davanti alle grandi recessioni. Elsa Fornero e Anna Lo Prete, in Conoscere l'economia per scegliere meglio (Laterza, 16 euro), spostano lo sguardo sui cittadini: senza educazione finanziaria, nessuna politica funziona davvero. Un manuale scritto per tutti, che risponde alle domande che nessuno fa abbastanza — sul lavoro, sul risparmio, sulle pensioni, sulla spesa pubblica. Luca Marcolin, in Passare il testimone (Ayros, 23 euro), affronta invece la sfida più silenziosa: la continuità delle imprese familiari, che sono l'80% del Pil italiano e che troppo spesso si perdono tra una generazione e l'altra non per cattiva sorte, ma per mancanza di metodo e di conversazioni fatte in tempo.